|
|
February
12, 2003, Roma, Nuovo Auditorium Parco della Musica
| [
SETLIST
VENUE
TICKETS
] |
|
SUPPORT
ACT: Pape
& Cheikh
SETLIST:
Onstage: 9:20 pm
01. In The Dark
02. Across The Lines
03. Baby Can I Hold You
04. Hard Wired
05. The Promise
06. Say Hallelujah
07. Behind The wall
08. Crossroads
09. Fast Car
10. Telling Stories
11. Another Sun
12. Give One Reason
13. You're The One
14. She's Got Her Ticket
Encore
15. Knocking On Heaven's
Door
16. Get Up Stand Up
Offstage: 10:50
pm
Setlist
by: Camilla
[IT]
TICKETS:
Tix
seller: Tkts.it
|
|
PROMOTER:
D'Alessandro
e Gali
SPONSOR:
Capital.it
VENUE:
AUDITORIUM
PARCO DELLA MUSICA
30, Viale di Pietro Coubertin,
00187
Rome
ITALY
Capacity:
2980
Venue website: Nuovo
Auditiorium Parco Della Musica


|
| [
PRESS
(P)REVIEW: read a (p)review? Submit
it ]
|
Tracy
Chapman a Roma: la pace è possibile
Di: Matteo Nucci, videomusica.it, 13
febbraio 2003
Vestita di nero, elegantissima nella sua presenza
da sempre e per natura caratterizzata da un understatement
fuori dal comune, Tracy Chapman ha liberato la sua
voce e la sua anima in un concerto da ricordare.
Erano più di dieci anni che non suonava a Roma
e chissà se lo sapeva che avrebbe trovato un
posto simile! La sala Santa Cecilia del Parco della
Musica ha accolto come una regina, Tracy Chapman,
trentottenne apparentemente distante da tutto, in
effetti così attenta una sensibilità
evidente e una voglia di comunicare che solo la sua
musica riesce a manifestare chiaramente. Un vero piacere
che unacustica perfetta abbia fatto librare
le note della sua chitarra come quelle dei cinque
musicisti che laccompagnavano assieme a una
corista. Perché in questi tempi, ascoltare
una musicista seria e impegnata come la Chapman non
è un piacere soltanto per il contorno di nani
e ballerine che affollano le scene musicali. Ma perché
lattualità è dura lo sanno
tutti e dà conforto la possibilità
di trovare unartista capace di affrontare le
assurdità di una guerra sempre più imminente
senza alcuna retorica e anzi con una grazia fuori
dal comune.
Vestita di nero,
elegantissima nella sua presenza da sempre e per natura
caratterizzata da un understatement fuori dal comune,
Tracy Chapman ha liberato la sua voce e la sua anima
in un concerto da ricordare. I suoi grandi successi
(Talkin Bout A Revolution,
Crossroads) e i pezzi dellultimo
disco (Let It Rain) con punte di dolcezza
che ancora colpiscono (Baby Can I Hold You)
assieme a frasi mormorate con timidezza: parole per
Roma e allusioni a una pace possibile. Fino al tributo
obbligato per il grande maestro cui è stata
sempre accostata. Knockin On Heavens
Door interpretata con la sua inconfondibile
voce brividi ed emozione palpabili.
Chi non ha ricordato
quel pezzo con cui girava di concerto in concerto
a evocare un messaggio senza tempo? Quella Chimes
of Freedom che chiede sempre pace e uguaglianza.
Tracy ha stupito tutti. E ha fatto ricorso alle parole
di un altro indimenticabile maestro: Bob Marley: Get
Up Stand Up ha elettrizzato la platea. Nessuno
vorrebbe restare al suo posto in questo momento in
cui fantasmi di un futuro infausto preoccupano le
coscienze dellOccidente. Nessuno meglio di Tracy
Chapman, coerentemente in lotta da sempre, poteva
dar voce a questi sentimenti. E chissà se lo
sapeva, la ragazza di Cleveland, che in Italia le
bandiere della pace sono malviste dai governanti di
turno? Chissà se qualcuno le aveva raccontato
o se sia stato un caso fuori dalle meschine
questioni di provincia se su un telo bianco si sono
illuminati, a un tratto, i colori dellarcobaleno
|
Voce,
chitarra e un po di rabbia
Tracy Chapman allAuditorium con «Let
It Rain» fra impegno e dolcezza
By: Sandra Cesarale, Musicorama.it, 13 Febbraio 2003
Laria
da timidona, le treccine che le cadono sulle spalle,
giacca e pantaloni neri, imbraccia la chitarra, sorridendo.
Tracy Chapman, cinque musicisti, una corista e 2.500
persone nella sala Santa Cecilia del Parco della Musica
che per la prima volta apre al pop-rock dautore.
Tutto esaurito ieri sera per la cantautrice di Cleveland,
Ohio. E lacustica non ha deluso, si potevano
sentire distintamente i suoni delle due chitarre,
del basso, della batteria e delle percussioni. Un
lusso per chi assiste ai concerti rock. Peccato che
gli addetti alla sala hanno impedito al gioioso pubblico
di avvicinarsi al palco mentre Tracy cantava «Get
Up Stand Up», travolgente inno di Bob Marley
e Peter Tosh. Non basta ospitare il rock, bisogna
anche accettarne il rituale festoso.
La
Chapman possiede carisma e grinta unito a grazia e
dolcezza. Artista proletaria e militante, più
volte sottolinea il suo impegno per la pace. Lo fa
quando, durante i bis, canta unemozionante versione
di «Knockin On Heavens Door» di
Bob Dylan («Da questi maestri dobbiamo imparare»).
E, mentre intona «Fast Car», sul telone
bianco alle sue spalle (che copre alcuni posti vuoti
in sala) le luci proiettano i colori della bandiera
pacifista. Non esistono barriere e pregiudizi nel
mondo di Tracy.
Abbandona
la chitarra e la band per cantare con la sua inconfondibile
voce «Behind The Wall». Racconta, ridendo,
di una piccola disavventura con il chitarrista Joe
Gore: «Siamo arrivati tardi al Colosseo, labbiamo
potuto vedere girandoci intorno. Eravamo stanchissimi».
Alterna i pezzi del nuovo «Let It Rain»
con il suo passato: «TalkinBout A Revolution»,
«Across The Lines», «Crossroads».
Cè, e non potrebbe mancare, la morbida
«Baby Can I Hold You». Il concerto raccoglie
folk e soul, ma anche la potenza elettrica del rock.
«Give Me One Reason» diventa un grande
rhythmnblues, anche se il duetto finale
fra fra Tracy e il percussionista viene interrotto
più volte da uno spettatore canterino.
Unaccoglienza
trionfale per lei che ha vissuto una carriera a fasi
alterne. Comparsa nell88 dopo Madonna e i Duran
Duran, cantava, lo fa ancora, «La povera gente
si ribellerà». Facile definirla erede
di Bob Dylan. Adesso, a 38 anni, 34 milioni di album
venduti e 4 Grammy Award, luomo, non più
luniverso è al centro della sua musica.
Ma la rabbia e la capacità di emozionare sono
ancora le stesse.
Tracy
ha festeggiato il suo ritorno a Roma (dove non suonava
dal 92) al Red, il ristorante dellAuditorium.
|
|
Tracy
Chapman esaurisce l´Auditorium
Di: Lastampa.it,
11 febbraio 2003
Tutto esaurito per
Tracy Chapman all´Auditorium, mercoledì
per il concerto straordinario fissato alla Sala Santa
Cecilia. Una delle più apprezzate cantautrici
della nostra generazione, consacrata tra le voci più
caratteristiche e personali degli ultimi anni farà
tappa a Roma con il suo tour dedicato al nuovo album
«Let it rain» presentato prima in Europa
e poi negli Stati Uniti e in Canada. Con i suoi 5
album pubblicati, Tracy Chapman ha venduto 34 milioni
di copie in tutto il mondo, vinto 4 Grammy Award ed
ha raccolto la stima incondizionata di fan e critici
in tutto il mondo. In «Let It Rain» l'artista
ha trovato un equilibrio perfetto per la sua voce
potente quanto inconfondibile. È un album ricco
di storie importanti, canzoni vere, imperlato da sonorità
scarne, essenziali, capaci di colpire nel segno. Il
suo quinto album, «Telling Stories», prosegue
quel viaggio che l'artista iniziò nel 1988
con il multi-platinum album vincitore del Grammy come
miglior esordiente, che prendeva il suo nome. Gli
album successivi, anch'essi vincitori di diversi dischi
di platino ed intitolati Crossroads (1989) e Matters
Of The Hearts (1992).
«Nel momento
in cui scrivo un nuovo disco - afferma l'artista -
il mio principale obiettivo è quello di offrire
il meglio che posso dare in quel preciso momento.
Ad ogni step della mia carriera ho sempre cercato
di fare così. Ho sviluppato un filo conduttore
per questo mio disco in modo che tutti i brani potessero
essere sostenuti da chitarra e voce. Prima di andare
in sala avevo già abbozzato gli arrangiamenti
e armonizzato le linee vocali (Emmy Lou Harris ha
contribuito con il proprio talento ai cori del brano
«The Only One») quindi il lavoro in sala
si è tradotto nel trovare il modo di riarrangiare
ciò che avevo già sviluppato nella mia
testa».
|
Submitted
by: Camilla
(scricciolo8@hotmail.com)
Date: 02/14/03
Che
dire...è stato semplicemente fantastico.L'auditorium
era stracolmo di gente,fuori era freddissimo ma lì
dentro era
caldissimo..saranno state tutte le emozioni delle
persone lì presenti.Ad un tratto si spengono
le luci,2980 persone piombano in un silenzio totalizzante
come se tutti i nostri respiri si fossero interrotti..ed
ecco che arriva lei,vestita in nero e silenziosa e
riservata come sempre..Con passo deciso si dirige
al centro del palco e senza proferire parola inizia
a cantare
In the dark. Beh in quel momento finalmente il silenzio
si interruppe per lasciare il posto ad una voce incredibilmente
calda e vera, veicolo di tante emozioni.
Dopo
la prima canzone finalmente accenna un contatto col
pubblico, pronunciando un timido"Buonasera"..ma
subito dopo continua a riempire i nostri cuori con
tante emozioni difficili da spiegare con parole. Non
c'è stato un momento durante il concerto in
cui io non abbia desiderato di fermare il tempo in
quel preciso giorno ed in quel preciso istante..Sinceramente
era la prima volta che vedevo Tracy Chapman dal vivo,
e sapevo benissimo che sarebbe stato cento volte meglio
di uno stereo che cerca di filtrare la sua voce.E
infatti quello che lei è riiuscita a comunicarmi
quella sera è un ricordo prezioso che conserverò
per sempre con me.
Circa a metà concerto si sono spente di nuovo
tutte le luci e dopo qualche secondo eccola lì
che ricompare sotto una lucina piccolissima che a
malapena le illuminava il volto e mezzo busto.La sua
band non c'era più, era sola di fronte a 2980
persone in silenzio.Immaginavo fosse il momento di
Behind the wall, ed infatti è stato così.
A parer mio è stato il momento più emozionante
di tutto il concerto..Con gli occhi bassi e le mani
quasi giunte ha raccontato la storia di una povera
donna uccisa di notte dal marito durante una lite.
Ciò che cantava o meglio ciò che diceva,dato
che era a cappella, era talmente sincero e talmente
vero che sembrava essere coinvolta anche lei in quella
vicenda.Ma non come protagonista, ma come testimone
di una crudele e brutta realtà che ormai è
all'ordine del giorno.Ed è questo suo "volersi
impegnare nel sociale" che apprezzo più
di qualsiasi altra cosa..Scriverei ancora per ore,ma
credetemi tutte le emozioni e tutti i sentimenti che
ho provato quella sera, nel vederla cantare e quasi
urlare tutto ciò che pensa, sono talmente penetrati
dentro di me che è difficile tirarli fuori
per descriverli..
|
|
|
|
|